Castello di Ama

Appunti

Agro-Turisti per caso
Gli appunti di Marco Pallanti

Si riconoscono già in lontananza, ma una volta visti e uditi da vicino non possono esserci più dubbi. Sono proprio loro i “Turisti per caso”, perlopiù finti o pseudo naturalisti, che per mare o per campagna piombano in luoghi bellissimi con l’illusione di vivere più vicino alla natura.
In questi pochi giorni di vacanza, mi trovo a Portovecchio, in Corsica, e queste riflessioni scaturiscono dalla vista di uno sbarco di “charteristi” da un battello a vela. Vedendoli in faccia ho trovato nei loro volti arrossati dal sole la stressa espressione dei tantissimi “agrituristi” che sbarcano, scendendo dai loro SUV, nel Chianti Classico. Osservandone il comportamento ho notato, in molti di loro, quella stessa superficialità che li accomuna. Beninteso, e fortunatamente, non sono tutti così ma lo è sicuramente una buona maggioranza. Sono caratterizzati da una forte mancanza di curiosità che li induce a portarsi da casa una loro idea preconfezionata del nuovo ambiente. In altre parole, la splendida vacanza che hanno intrapreso non viene sfruttata per comprendere né le persone che lì vivono e lavorano né l’originalità del luogo. Certamente prima che questa tipologia di vacanza divenisse una moda, c’era qualcosa di rivoluzionario nella loro scelta. Non dimentichiamo che l’agriturismo nacque come una forma di soccorso umano, non economico, per la campagna che si stava spopolando. Oggi, purtroppo, di questa ricerca di inserimento in un nuovo tessuto culturale è rimasto ben poco e la decisione è divenuta assolutamente conformista: tutto passa davanti ai loro occhi come in un vecchio film. Questi due mondi, il mare come la campagna, al fine di essere amati necessitano di interesse e di persone disposte ad ascoltare non soltanto le parole degli abitanti ma anche tutto ciò che non può essere detto. La parte più importante sta proprio racchiusa nel linguaggio dei cipressi e delle colline come delle onde e della sabbia. È un linguaggio nuovo da identificare e fare proprio sia attraverso l’olfatto, con i profumi dell’aria, che con gli occhi, beandosi dei paesaggi mozzafiato. Come di fronte ad un Grande Vino tutto può essere annullato nello scetticismo dell’indifferenza oppure compreso interloquendo con il racconto che ogni opera aperta racchiude in sé. Termino con una frase copiata dal Paradiso dell’incommensurabile fiorentino: “Apri la mente a quel ch’io ti paleso, che non vi è scienza senza lo ritenere aver inteso.”. Buone vacanze a tutti!
(ph. by courtesy fabienne winkworth)

IndietroStampa la pagina01.07.2005