2017 – Roni Horn – Untitled

In Untitled (“One can recognize…”), Roni Horn ha posizionato un oggetto di vetro di forma rotonda in una stanzetta dimessa nascosta in un angolo di Villa Ricucci. L’artista mette in scena, tramite le proprietà intrinseche dei materiali scelti, un incontro senza mediazioni, realizzato con puntualità sebbene ancora metaforicamente aperto. La scultura rappresenta il paradosso per cui più qualcosa è trasparente, più è misterioso. L’opera, adagiandosi modesta su un pavimento ricoperto di terra, è illuminata esclusivamente dalla luce naturale che proviene da una finestra a nord-est. Il suo colore cambia con il trascorrere delle ore del giorno e delle stagioni – a volte è un tenue bianco, a volte una pallida sfumatura di blu. La luce del Chianti, con le sue specifiche qualità, diviene quindi una presenza materiale che crea un complesso paesaggio. È come se Horn avesse portato la Luna all’interno di uno spazio chiuso. L’interazione dialettica tra la luce e il vetro accresce nel visitatore la consapevolezza dell’instabile mutabilità che colpisce la percezione e l’identità.

Philip Larratt-Smith

Intervista Roni Horn