Ama, la storia

Ama prende il nome da un piccolo borgo posto sulle colline a quasi 500 metri sul livello del mare. Cinque secoli fa intorno ad esso fioriva l’attività agricola e la produzione di vino curata da un gruppo di famiglie dell’epoca. “Da Radda si andò a Amma distante tre miglia sopra un poggio; vi sono le case Pianigiani, Ricucci e Montigiani che sono le più forti del Chianti e vivono veramente da gente ricca di campagna, spendono tutto il suo in coltivazioni e vigne e badano da per sé agli effetti. Intorno al Castello di ama vi sono le colline e valli le più belle di tutto il Chianti, coltivate a maraviglia con terreni fertili a grani, ulivi e vigne bellissime”, scriveva, nel Settecento, il granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena nella sua Relazione sul governo della Toscana. La sua visita è ricordata in una targa d’epoca posta su uno dei palazzi del borgo, che sono oggi di proprietà dell’Azienda Castello di ama creata negli anni settanta del secolo scorso, da un gruppo di famiglie di diversa origine che cedettero al fascino del luogo e presero a sfida l’obiettivo di riportare Ama agli splendori del passato e a produrre un Chianti Classico degno di competere con grandi vini delle zone più blasonate del mondo.

Il vino e le vigne hanno tenuto a battesimo la famiglia di Lorenza Sebasti e Marco Pallanti, che oggi gestiscono l’Azienda. Romana, seconda generazione di una delle famiglie proprietarie all’origine lei, toscano doc ed enologo cresciuto tra la Francia e la Toscana lui, da più di 30 anni affrontano con successo la sfida di fare di Ama un vino d’eccellenza.

Marco è stato insignito del titolo di Enologo dell’anno nel 2003 dalla Guida dei Vini Gambero Rosso. Nel 2004 l’Azienda riceve il premio Impresa e Cultura, promosso da Confindustria, Ice, Sviluppo Italia e Comune di Palermo, per il “miglior curriculum di investimenti in cultura” e un anno dopo nel 2005, l’Azienda è stata dichiarata la Migliore dell’anno. E’ stato per due mandati successivi, dal 2006 al 2012, presidente del Consorzio del Chianti Classico. Castello di ama San Lorenzo 2010 vince il premio di sesto vino migliore del mondo da Wine Spectator.

“Le vigne di Ama sono ben esposte, assolative, tutte tenute ottimamente e come giardini: questa parte è la più fertile e la più rinomata del Chianti.”

Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena